Lavoro

Lavorare in Spagna da italiano? La verità è che senza queste 3 lettere non ti assumono: cos'è il NIE

Il mercato spagnolo assume in fretta e gli italiani piacciono. Non è il curriculum però il primo filtro: le aziende scelgono chi possono assumere subito.

Il mercato spagnolo assume in fretta e gli italiani piacciono. Non è il curriculum però il primo filtro: le aziende scelgono chi possono assumere subito.

Mandi candidature dall’Italia, o sei in Spagna e mandi curriculum ovunque. Il colloquio va bene, le competenze ci sono, e poi arriva la domanda che non ti aspettavi: ce l’hai il NIE? Ecco la verità che nessuno ti dice prima: il primo filtro non sono le competenze. È un numero.

Perché il NIE viene prima del curriculum

Il NIE, Número de Identidad de Extranjero, è il numero che ti identifica in Spagna: senza, per lo Stato e quindi per le aziende, non sei assumibile. E le aziende ragionano di conseguenza: scelgono chi possono mettere in regola domani mattina.

Fai questo confronto: due candidati, uno col NIE già in mano e uno senza, e magari quello senza ha pure competenze migliori. Al datore di lavoro conviene comunque il primo, perché firma oggi invece di aspettare settimane se non mesi. E la parte scomoda è che se il datore di lavoro fossi tu, faresti lo stesso. Non è cattiveria, è il sistema.

E il passaporto? Assumere così lo fanno tendenzialmente solo le multinazionali. Per tutto il resto del mercato, la porta d’ingresso è il NIE.

E se trovo chi mi assume col passaporto?

Può capitare, e vale la pena guardarci dentro, perché la scorciatoia si smonta in tre mosse:

  • per l’azienda è un doppio giro burocratico: l’assunzione parte con un codice provvisorio, poi il tuo NIE va comunicato alla Seguridad Social entro tre mesi, e serve pure un passaggio fisico allo sportello per sostituire quel codice. Lavoro extra che nessuno vuole accollarsi.
  • per il datore non ci sono benefici fiscali.
  • e soprattutto: il NIE lo devi fare comunque entro 90 giorni. Se non arriva nei tempi, fuori regola non sei solo tu: è anche il datore di lavoro.

Tradotto: chi ti assume col passaporto sta solo rimandando il problema, e lo sa. Ecco perché quasi nessuno lo fa.

La buona notizia: gli italiani piacciono

Una volta in regola, il vento gira. C’è richiesta vera di profili italiani: la vicinanza culturale rende l’inserimento naturale, la lingua è sorella dell’italiano e si impara in fretta, e il modo di lavorare degli italiani alle aziende spagnole piace. Col NIE in mano non sei un problema da sistemare: sei un profilo che vogliono.

Il mercato corre, le occasioni pure

Il mondo del lavoro spagnolo è molto più rapido di quello italiano: colloqui ravvicinati, risposte veloci, ti assumono in fretta. Ma la velocità taglia da entrambi i lati: chi non può firmare viene superato in fretta. Perdere un’occasione così, per una burocrazia affrontata male, è il peccato vero di chi parte senza sistemare l’ordine delle cose.

In Spagna il lavoro corre, e sceglie chi può firmare da subito.

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La mossa che ti mette davanti

Arrivare al colloquio col numero di NIE già in mano è il vantaggio competitivo più sottovalutato nella ricerca di lavoro in Spagna. Vale per chi sta cercando, e vale identico se un’azienda ti sta già aspettando. Oltre 950 expat sono passati da questo stesso punto: hanno messo la pratica in mano a degli esperti, così quando è arrivata la domanda che decide tutto, la risposta era sì, eccolo.

In sintesi

Il mercato spagnolo corre e gli italiani sono richiesti, ma il primo filtro non è il curriculum: è la possibilità di firmare da subito, e quella passa da 3 lettere: N.I.E. Sistemale prima, e al colloquio porti solo quello che conta davvero: le tue competenze.